Ridi, tu

Luglio 22, 2007

Mi hai visto addormentare i miei figli e fuggire via, verso te. Sintesi di purezza e rabbia, ché t’hanno cresciuta così, e lasciata così, a crescere. Come una pianta rampicante sei arrivata a questo cervello in movimento e a questo cuore in lacrime. Lacrime, sì, quelle che non piango, che chissà quanto tempo fa ho pianto e che, comunque, non so più piangere.

Sarà l’età, e tu che ridi se ti disegno il profilo di un uomo che conosce gli anni placidi di quest’era di mezzo.

Ridi, tu.

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