L’ansia
Agosto 24, 2007
Ho una crisi di nervi. Il tuo telefono che non chiama. Il tuo telefono occupato. Il tuo telefono spento. Ti chiamo a casa. Hai la voce di chi è a letto, mi risponde tua moglie che mi parla di strudel e frigoriferi.
Mi viene da vomitare. Ho la testa che scoppia. E sono le 10.22 e mi aspetta un’intera giornata davanti. Voglio bere, ubriacarmi, stare male, ballare e staccare il cervello.
Non riesco a pensare a nient’altro che non sia tu. Non riesco a non pensare alla tua voce a letto; mi gira nello stomaco e non è una bella sensazione.
Avrei preferito che fossi volato da me, dalle mie parti. Sto tremando, e sono sola, sola e non riesco neanche a piangere perché sarebbe come ufficializzare uno stato allarmante per me stessa. Perchè tu, invece, stai benissimo, sei tranquillo e il tuo unico cruccio solo le candidature del Pd.
Io ho 26 anni e osservo impotente l’ansia decidere delle mie giornate.
Sono le 10.34.
La corazza
Agosto 23, 2007
E’ ancora una sorpresa incontrare i tuoi occhi che mi guardano.
E’ ancora un’emozione – a volte, credimi, troppo forte da sopportare – scoprirti a guardarmi, a mandarmi un bacio senza voce, ché non c’è voce, per noi, amore mio. Non adesso, almeno.
Ci sono stati attimi durissimi da ingoiare. Te che tieni la mano di un’altra donna, te che fotografi un altro sorriso. Ti amo, così mi scrivi, mentre sei in un bar e io sono a pochi metri da te, a sperare che tu possa e voglia scrivermi.
E lo fai, come a leggermi nel pensiero.
Vedo le tue mani che fremono, amore mio. So che se potessi mi prenderesti le mani e con tutto l’amore di cui sei capace ti stenderesti su di me, pieno di quella passione a cui io continuo a credere con tutte le mie forze.
Ecco, è che a volte sono le forze che mi mancano. L’aria, nonostante l’alta quota. Potrei respirare, se solo fossi in grado di conoscere i tuoi pensieri, se solo riuscissi a capire cosa “senti”, mentre mi tieni accanto, mescolata alle mani dei tuoi bambini che con il loro affetto mi fanno stringere il cuore.
Avrei bisogno di una corazza, amore mio. Ma non ce l’ho e non so – e forse non voglio – costruirmela addosso. Addosso vorrei solo le tue mani, vorrei che ora ti alzassi da questo divano e venissi a prendermi, per portarmi qualche piano più su, a fare l’amore con tutta la voglia che hai sulla pelle e che io so leggerti negli occhi.
Io e solo io.

