La corazza
Agosto 23, 2007
E’ ancora una sorpresa incontrare i tuoi occhi che mi guardano.
E’ ancora un’emozione - a volte, credimi, troppo forte da sopportare - scoprirti a guardarmi, a mandarmi un bacio senza voce, ché non c’è voce, per noi, amore mio. Non adesso, almeno.
Ci sono stati attimi durissimi da ingoiare. Te che tieni la mano di un’altra donna, te che fotografi un altro sorriso. Ti amo, così mi scrivi, mentre sei in un bar e io sono a pochi metri da te, a sperare che tu possa e voglia scrivermi.
E lo fai, come a leggermi nel pensiero.
Vedo le tue mani che fremono, amore mio. So che se potessi mi prenderesti le mani e con tutto l’amore di cui sei capace ti stenderesti su di me, pieno di quella passione a cui io continuo a credere con tutte le mie forze.
Ecco, è che a volte sono le forze che mi mancano. L’aria, nonostante l’alta quota. Potrei respirare, se solo fossi in grado di conoscere i tuoi pensieri, se solo riuscissi a capire cosa “senti”, mentre mi tieni accanto, mescolata alle mani dei tuoi bambini che con il loro affetto mi fanno stringere il cuore.
Avrei bisogno di una corazza, amore mio. Ma non ce l’ho e non so - e forse non voglio - costruirmela addosso. Addosso vorrei solo le tue mani, vorrei che ora ti alzassi da questo divano e venissi a prendermi, per portarmi qualche piano più su, a fare l’amore con tutta la voglia che hai sulla pelle e che io so leggerti negli occhi.
Io e solo io.

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