L’assenza
Settembre 15, 2007

E così, vedi, a volte mi stupisci.
Quando mi dici, ad esempio, che so darti lezioni di vita proprio mentre credevo di avere ancora una volta buttato parole al vento.
E chissà, magari lo capisci davvero – o riesci a capirlo – che fa male sentirsi precari, nella vita.
Ascolto Ennio Morricone, il tema di “La leggenda del pianista sull’oceano”. Splendido libro.
Vorrei averti accanto, ti vorrei semplice e mio.
Dopo di te
Settembre 13, 2007
Sei andato via da poco, neanche un’ora.
Cancello le tracce del tuo odore, me le tolgo da dosso, lavo, metto in ordine, ti metto via, almeno fisicamente.
Non ho mai sofferto tanto la tua mancanza.
Eppure sembrava tutto uguale a sempre. L’amore – stupendo, fare l’amore con te – un pomeriggio pieno di passione, di me e di te.
Le chiacchiere, alla fine. I tuoi racconti che amo. La doccia, il tuo telefono che spegni mentre ti lavi. Hai sempre qualcosa da nascondere, tu, qualcosa che può farmi male.
Vai via, un bacio velocissimo.
Mi manchi. Sei ovunque. Ho bisogno di te, delle tue parole, della tua durezza e della tua dolcezza. Ho bisogno di un padre, di una dimensione neutra, di qualcosa che non mi faccia male.
Sono fragilissima e vorrei che tu non lo capissi mai. A volte, come stasera, vorrei che ti fosse evidente la mia fragilità. Vorrei che mi prendessi in braccio, vorrei che mi stringessi forte. Vorrei sentirmi sicura, tra le tue braccia.
Vorrei non avere paura di niente. Vorrei che mi portassi a dormire con te.
Perdo peso, torna la paura.
Aiutami.
Partenze
Settembre 5, 2007

Lo so che non sono neanche 24 ore. Eppure per me ogni volta mi pare che lo strappo quasi si senta, quando tu ti allontani. La paura che cerco di tenere a bada in questi giorni e questi notti – e tu non sai, non conosci quello che mi cresce dentro, ogni volta che il tuo santo telefono è occupato – monta quando tu ti allontani.Gelosia? Non è questo o almeno non solo. Ho paura, amore mio, paura di vederti andare via. Non lo reggerei, lo so. E costa fatica controllare la paura, sai. Una fatica che leva le forze, che fa dimagrire, un’ansia che non imparerò mai a controllare, se non con le urla, la rabbia. La rabbia.
Vorrei che un giorno mi ascoltassi, mentre parlo di questo. E non solo chiedere di essere ascoltato.
Tu sei lontano, domani ti vedrò in tv e piangerò, un po’ di gioia e un po’ di gelosia.
Leggi il tuo libro sui formaggi, dormi bene e ricordati di me.
Ti amo.
Guerra
Settembre 4, 2007

Sei con tuo figli, ti chiamo e sentire la sua voce, mescolata alla tua, mi dà i brividi. E’ un sentimento di gioia, il mio, strano, sì, che mi fa pensare l’impensabile. Il figlio che non avrò mai, con te, e che sarebbe così bello avere.
Sarebbe una guerra, starti accanto. Ma sarebbe una guerra piena d’amore.
