Dopo di te
Settembre 13, 2007
Sei andato via da poco, neanche un’ora.
Cancello le tracce del tuo odore, me le tolgo da dosso, lavo, metto in ordine, ti metto via, almeno fisicamente.
Non ho mai sofferto tanto la tua mancanza.
Eppure sembrava tutto uguale a sempre. L’amore – stupendo, fare l’amore con te – un pomeriggio pieno di passione, di me e di te.
Le chiacchiere, alla fine. I tuoi racconti che amo. La doccia, il tuo telefono che spegni mentre ti lavi. Hai sempre qualcosa da nascondere, tu, qualcosa che può farmi male.
Vai via, un bacio velocissimo.
Mi manchi. Sei ovunque. Ho bisogno di te, delle tue parole, della tua durezza e della tua dolcezza. Ho bisogno di un padre, di una dimensione neutra, di qualcosa che non mi faccia male.
Sono fragilissima e vorrei che tu non lo capissi mai. A volte, come stasera, vorrei che ti fosse evidente la mia fragilità. Vorrei che mi prendessi in braccio, vorrei che mi stringessi forte. Vorrei sentirmi sicura, tra le tue braccia.
Vorrei non avere paura di niente. Vorrei che mi portassi a dormire con te.
Perdo peso, torna la paura.
Aiutami.
Ridi, tu
Luglio 22, 2007
Mi hai visto addormentare i miei figli e fuggire via, verso te. Sintesi di purezza e rabbia, ché t’hanno cresciuta così, e lasciata così, a crescere. Come una pianta rampicante sei arrivata a questo cervello in movimento e a questo cuore in lacrime. Lacrime, sì, quelle che non piango, che chissà quanto tempo fa ho pianto e che, comunque, non so più piangere.
Sarà l’età, e tu che ridi se ti disegno il profilo di un uomo che conosce gli anni placidi di quest’era di mezzo.
Ridi, tu.
